13 aprile 2010

 

Le microcar maledette

Dissertazioni

In questi giorni, a causa dei recenti avvenimenti di cronaca locale (1 e 2), a Roma si è inasprito l'argomento microcar.
Ecco che come al solito, quando si allineano due eventi assolutamente "normali", qualcuno coglie l'occasione per ricordarsi di una situazione che probabilmente sta già destando preoccupazioni da parecchio, elevandosi a paladino della società: la bestia nera del perodo è la circolazione delle microcar.

Il titolone dell'articolo online su CorriereDellaSera.it non lascia spazio a dubbi:


Avessero visto il demonio?! Finalmente qualcuno si è accorto che vengono "truccate" e, incredibile ma vero, che a guidarle ci sono dei quattordicenni totalmente inesperti.

Andiamo però con ordine.

Aspetto tecnico.
Le cosiddette microcar altro non sono che delle scatolette di plastica, ABS per la precisione (lo stesso materiale dei mattoncini Lego e dei frigo per grlati del bar), con un telaio composto da tubolari o tralicci di ferro saldati insieme in struttura NON a cella (NON tipo Smart ForTwo per capirci). Il motore è generalmente un 400/500cc diesel 2 cilindri in linea, capace di 5 cavalli, autolimitato per ovvi motivi. Le gomme sono delle 145/70 R13 (poco più dell'Ape 50) fornite di freno a disco con pinza idraulica.
Tolto l'aspetto sicurezza che riguarda l'incolumità in caso di incidente di chi ci viaggia, andiamo a parlare degli accorgimenti tecnici atti a peggiorare per quanto possibile la guidabilità di tali mezzi.
Il motore può essere ovviamente modificato facilmente rimuovendo la limitazione, di modo che possano raggiungere i 90Km/h e rendendole quindi dei piccoli proiettili, ma la modifica meccanica più disgustosa in tal senso, a mio modo di vedere, è lo scarico. Io posseggo una 1.800cc 16 valvole che monta un terminale sportivo omologato, del quale il vantaggio più grande non è nelle prestazioni, bensì nell'estetica e in quel lieve rumorino in più emesso dal motore a determinati regimi. Ebbene, è vergognoso a volte veder sfilare queste scatolette da cibi precotti con sotto scarichi cui neanche la vecchia serie DTM/ITC ci aveva abituati. Oltre al disgusto visivo, i veri lati patetici della modifica consistono poi nel rumore, tipo mezzo agricolo, e nel denso fumo nero, probabilmente frutto di altri ritocchi a livello di alimentazione, che anche in movimento sale tipo ciminiera in verticale lungo il baule della vettura, dato che quest'ultima non è assolutamente in grado di proiettarlo fuori dalla scia con potenza. Poi si parla di FAP e blocchi del traffico per inquinamento?

Puntualizzo infine che gli argomenti relativi a autoradio, adesivi, accessori, lucine e lucette, sono stati volutamente evitati perchè privi di ogni posssibile discussione costruttiva.

Aspetto pratico.
Inutile commentare il fatto che i quattordicenni di oggi, cresciuti sotto miti come Power Rangers, Fast & Furious, tronisti di Maria e Grande Fratello, non abbiano altri modi di spiccare se non facendo i bulli, correndo con motorini e macchinine e dialogando tra loro con linguaggi di dubbia natura e scritti rosicchiati dai topi. Il vero problema è chi li mette alla guida. Con quello che costano le microcar, viene da immaginare che il paparino possieda quantomeno un SUV, e che inveitabilmente il figlio lo imiti in tutte le manovre caratteristiche che contraddistinguono i guidatori di SUV: doppia fila davanti al tabaccaio, occupazione di 2 posti auto, sorpassi a zigzag, diritto di prepotenza all'incrocio e via infrangendo il codice (e gli attributi di chi deve conviverci su strada). Ulteriori aggravanti del problema sopra citato sono le dimensioni del mezzo, che consentono di adottare a esempio tutte le manovre dei guidatori di Smart, e la faccia tosta di chi è alla guida, che spesso non si rende conto della stuazione in cui si trova, o semplicemente può fregarsene pur sapendolo, e basta.
Altri problemi derivano poi proprio dai possibili vantaggi dell'utilizzo della microcar, che oltre all'utile riparo in caso di maltempo rispetto al motorino, consistono nell'offrire un ingresso incontrollato nelle ZTL e la possibilità di mettersi alla guida anche per quei soggetti che per i casi più disparati non otterrebbero mai autorizzazioni per una vettura vera e proria. Da quà la quasi totale occupazione dei parcheggi in centro riservati ai motocicli (1 microcar sul posto di 2/3 moto) e la quasi certezza, nel caso non sia un minorenne alla guida, di trovarsi di fronte un ricercato, o qualcuno con patente ritirata, o un malato mentale, o un anziano rimbecillito.

Aspetto pedagogico.
Esami di guida e patentini, lezioni a tema e sensibilizzazione scolastica, campagne pubblicitarie e meeting sono le solite proposte, ma in una scuola in cui i soldi già mancano, in cui normalmente si apprende circa la metà degli argomenti di qualche decennio fa, in cui i giovani fanno i bulli con i professori e in cui la pazienza dei docenti è finita già da un pezzo, non credo che tale politica possa attaccare con facilità. E' difficile inculcare un argomento che va contro il "fa figo" del momento, soprattuto quando sono i genitori stessi a non rendersene conto (daltronde non credo che siano i figli a potersi permettere costose modifiche ai propri mezzi) e non prendere provvedimenti, anche in situazioni più leggere di questa.

Mi sembra di parlare come mio nonno... ma il discorso è fondato; è l'ottica che cambia!
Le menti cambiano, tutti maturano prima o poi, ma mentre io a 14 anni al massimo avevo il Sì, o più probabilmente una bicicletta ben differente da un'odierna moutan bike, qua si mettono dei veicoli da decine di migliaia di euro in mano a sbarbati, dando per scontato che siano abbastanza maturi per poterli affrontare, e spesso non è così.

Sicuro di aver dimenticato qualche argomento lungo la strada, vi lascio con questi filmati vari relativi alle microcar.
(NOTA - i crash test vengono tutti effettuati alla velocità di codice di 45Km/h imposta per queste vetture, facciamoci due conti!)











Buon viaggio!



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08 dicembre 2009

 

A 150Km/h in autostrada.

Il ministro delle infrastrutture e dei trasporti, Altero Mattioli, scaglia la prima pietra: "Sono favorevole alla proposta della Lega per innalzare il limite di velocità a 150 km/h nei tratti autostradali a tre corsie e dove c'è il tutor"
Non c'è che dire, un buon inizio per quello che sarà il 2010 automobilistico italiano.
Poi però si perde in commenti su situazioni inattuabili: "non per tutte le auto, ma per quelle che, per cilindrata e caratteristiche di sicurezza, possono viaggiare tranquillamente (...) Certo non le piccole auto".

Premettendo che chi è in possesso di autovetture di cilindrata superiore, spesso già non si pone il problema del limite dei 130 Km/h, e non si porrebbe alquanto spesso anche quello dei 150 Km/h, andiamo ad analizzare le possibili situazioni.
Tutte le vetture attualmente in commercio, e quelle immatricolate nei recenti anni, salvo casi rari, raggiungono con tranquillità i 180 Km/h. L'esclusione di alcune categorie dall'imposizione del vecchio limite su che base andrebbe quindi fatta?
Cilindrata? (poveri possesori di auto con motore Wenkel...)
Cavalli o Kw?
Diciamo che ognuna delle possibili ipotesi lasciarebbe fuori una tale fetta di automobilisti, da rendere inattuabile ogni contestazione se si viaggia comunque sotto i 150 Km/h.
E la sicurezza di cui si parla, in che modo verrebbe stabilita?
Sappiamo benissimo che le revisioni sono gestite da officine abbastanza di manica larga, che pur di intascare quei pochi spiccioli per tirare avanti, certificherebbero idoneo all'uso pista un furgone guidato da rom.
Personalmente, avendo una vettura di tipo sportivo ed essendo un appassionato di motori, ho sempre preferito mettere davanti a tutto la manutenzione del veicolo, escludendo qualsiasi tipo di problema che potesse compromettere affidabilità e prestazioni, ma questo mi costa una considerevole quantità di denaro all'anno. Oggi, nell'epoca dei finanziamenti facili, in cui c'è gente che pur di comprare una marca blasonata, è pronta a firmare cambiali per tutto il resto della vita, quanto spazio viene dato alla manutenzione ordinaria e straordinaria del veicolo? È abbastanza palese che, una volta che i soldi finiscono o siano comunque già ipotecati, il veicolo sia tranquillamente utilizzato per quetioni pratiche, ma si venga meno in fatto di sicurezza.
Gomme lisce o secche, freni usurati, fari spenti, parabrezza rotti, bozzature multiple, carburazione mal tarata ed elettroniche varie che fanno le bizze, quanti di voi hanno almeno una delle condizioni di pericolo in elenco, attualmente attiva sul proprio veicolo? Alzo la mano anche io, perchè in attesa della bella stagione per effettuare il cambio gomme (secche, non lisce...).
Ora immaginiamo quanti non di noi abbiano almeno tre o più delle sopra citate condizioni, coesistenti assieme nel proprio veicolo. Li facciamo andare a 130 Km/h o a 150 Km/h?
Io direi a piedi!
Questo per far capire che sarebbe buona cosa, prima di tutto, un'educazione ferrea di chi si mette alla guida, non lo stabilire se una cosa sia meglio di un'altra quando quest'ultima non condiziona la vita di nessuno.
Io sarei più sul metodo tedesco, che a differenza di quanto vediamo nel telefilm Cobra 11, difficilmente influenza negativamente gli incidenti autostradali.
Nessun limite di velocità nei tratti di strada rettilinei idonei, da loro, ma controlli più stretti su veicoli e persone.
Non come da noi, che a 14 anni si prendono questi bambocci e si mettono alla guida di piccole automobiline truzze, che fanno più rumore di un trattore, più fumo della ThyssenKrupp di Terni e vengono sbloccate per correre fino a 80 Km/h. Ma che educazione diamo ai giovani? Colpa dei padri direbbero alcuni, vero, ma anche della nostra indifferenza.
Parliamo anche delle strade su cui ci troviamo a viaggiare, che spesso abbinano limiti di velocità
di 90Km/h in molti tratti extraurbani, quando una persona sana di mente non li percorrerebbe neanche ai 50Km/h. In città invece... Incroci a raso, asfalto in stato ignobile (alle volte passo più tempo a guardare per terra per schivare tutte le buche, che a guardare la strada davanti!), pessima manutenzione della segnaletica, altri codici (sosta in doppia fila, diritto di precedenza, uso delle corsie) mai rispettati.
Come al solito, in Italia, si parte con la crociata, perchè si vede che la situazione sta scomoda a qualcuno (come non comprenderli, visto che le autostrade del nord sono in prevalenza dritte e a 3 corsie per chilometri...), e si tralasciano tutte le possibili, e molto più utili, opzioni che richiederebbero un maggiore impegno da parte delle autorità.

Chiudo l'articolo al richiamo di "ma che ce frega a noi, che tanto sul raccordo, grasso che cola, che fai i 50Km/h".

Buon Viaggio!




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Polizia Municipale e pistola d'ordinanza. Cominciamo bene!

Rassegna stampa

Vigile urbano si ferisce con la pistola d'ordinanza avuta appena tre giorni fa
ROMA (7 dicembre) - Si è ferito accidentalmente ad una mano mentre maneggiava la pistola di ordinanza che aveva da appena tre giorni in dotazione, così come altri suoi colleghi, in base alla delibera della giunta comunale che ha «restituito» ai vigili urbani di Roma l'arma da fuoco dopo oltre trent'anni.
Il resto dell'articolo dalle pagine online de "Il Messaggero":
http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=83449&sez=HOME_ROMA


E' con questa buona novella che apriamo il periodo natalizio della Capitale.
Era giusto prevedere l'avverarsi in tempi brevi di questa possibile situazione, ma come al solito la realtà anticipa la fantasia, ed ecco che a soli tre giorni dall'introduzione delle armi in dotazione al nostro corpo di polizia municipale, ci troviamo a commentare un fatto che di commenti non avrebbe per niente bisogno.
Avendo dialogato con alcuni appartenenti al corpo di Polizia Municipale, ho appreso che l'equipaggiamento con arma d'ordinanza era assolutamente su richiesta, e non obbligato per tutti i membri del corpo; la cosa problematica è che, a quanto mi hanno riferito, probabilmente abbiano concretizzato questa particolare richiesta solo determinate persone, che non brillerebbero assolutamente quanto a preparazione e a maturità per impugnare tale strumento, mentre molti si sono astenuti, preferendo continuare a lavorare nel modo classico: paletta e blocchetto (non che quest'ultimo faccia meno male...).
Nella speranza di non incappare in tali improvvisati Rambo, e optando di preferire comunque un qualche (doloroso) orifizio aggiuntivo sul nostro corpo, piuttosto che un cratere nel nostro conto in banca, già mal messo, partiamo oggi, col solito ritardo, ad incunearci nel traffico capitolino degli acquisti per il Natale.

Buon Viaggio!

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30 novembre 2009

 

Distrutta una delle Lamborghini della Polizia Stradale


Le foto del Corriere della Sera (vedi servizio) sono impietose, ma prima o poi doveva accadere.

Sicuro delle imprecazioni interiori che ognuno di noi Italiani rivolgerà verso l'ignoto, alla vista di tale strazio, colgo l'occasione per ringraziare l'automobilista cremonese che ha causato tutto ciò.

Sperando che la riparino (non si sa mai, finisse come molte opere pubbliche italiane, impolverata in qualche deposito della P.S.), potremmo approfittare di qualche settimana di fiato per stirare i nostri bolidi senza il rischio di essere acciuffati in pochi istanti, facendo attenzione al fatto che ce ne è un'altra in zona centro/sud.

Buon viaggio!



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25 ottobre 2009

 

Violenza Stradale

Multimedia

Oggi, nel torpore della domenica mattina, trovatomi spiazzato dall'ora in più a disposizione per sonno/risveglio/preparazione-al-pasto e assolutamente disarmato di fronte alla programmazione televisiva della domenica mattina (neanche la MotoGP, in replica, oggi poteva dare aiuto), ecco che lo spunto viene dal canale tematico Rainews24, uno dei "nuovi arrivati" col digitale terrestre.
Il servizio interessante di oggi (circa 12 minuti) è un report dalla strada, molto ben fatto, visto con gli occhi dei tutori dell'ordine e dei normali utenti.

Rainews 24 - Violenza Stradale
Analizzando in breve questo filmato possiamo trarre alcune (ovvie) conclusioni riguardo all'utenza media della strada:
1) l'ignoranza, in senso lato intesa, come voluto disinteresse alle basilari norme comportamentali. Questa si manifesta in vari modi, in primis e in modo evidente con l'imprudenza, la guida disinteressata alla situazione, la prepotenza al volante e altre abitudini dannose, e, in secondo luogo, con la totale inadeguatezza alla situazione oggettiva del problema.
Sono moltissimi infatti gli utenti della strada che non conoscono assolutamente il significato di alcuni segnali stradali, sia per quanto riguarda la segnaletica verticale che per quella orizzontale, e che comunque non sanno applicarli al contesto stradale in cui vengono a trovarsi.
Esempio eclatante è quello dell'incidente (in questo caso sul famigerato tronchetto urbano della A24, direzione G.R.A.), in cui 2 auto ferme per un semplice tamponamento rimangono bloccate sulla corsia di sorpasso creando una coda chilometrica.
Qua si verificano numerose inosservanze alle basilari norme di convivenza stradale, tra cui soprattutto il codice stradale. Ne sono segno rappresentativo la mancata osservanza della distanza di sicurezza, la probabile guida con cellulare senza uso di apparati vivavoce/auricolari (non evidente, ma sicuramente presente), la mancata consapevolezza del fatto che, in assenza di feriti ( il colpo di frusta non rientra in tale casistica), i veicoli possono essere tranquillamente rimossi dalla sede stradale senza l'intervento delle autorità, e, ultimo ma non per importanza, il totale disinteresse alla situazione di altrui disagio che si è venuta a creare. Ognuno di noi è infatti portato a pensare, che in condizioni di emergenza si possa essere autorizzati a fare quello che si vuole in barba ai regolamenti e alla sicurezza, altrui e propria, ed è questo un chiaro segno di maleducazione, inciviltà e prepotenza verso il prossimo.
2) l'inadeguatezza delle strade.
Come già trattato in precedenza relativamente ad altri temi, l'Italia non brilla di certo per coerenza dinamica nella costruzione di nuove strade. Ci troviamo infatti a percorrere strade statali costruite in epoche diverse, in parecchi casi dagli antichi romani ai giorni nostri, secondo concetti ingegneristici, culturali, sociali, molto diversi tra loro. Ne consegue che la classica strada statale italiana non è altro che un pertugio a carreggiata unica e una corsia per senso di marcia, dove convivono fattori esterni diversi. Si va dal paesaggio, con alberi in banchina e conseguenti radici sotto l'asfalto, salite, discese, rettilinei senza fine, centri abitati, incroci a raso, gallerie e via dicendo, alla concezione urbanistica passata, presente e futura, perchè noi italiani, si sà, siamo previdenti e costruiamo, oggi per il domani, stradoni a 6 corsie, ponti autostradali, vie complanari che vanno a convergere miseramente sulle mulattiere preesistenti e che creano il famoso effetto imbuto, causa principale di ogni coda in caso di traffico. Anche l'urbanistica non aiuta, infatti nel filmato viene confermato che, su una strada in curva cieca e a corsia unica, già pericolosa di per sè, qualcuno abbia avuto la brillante idea di concedere dei passi carabili per l'accesso a delle nuove villette. Ed ecco fatta la frittata. In un altro caso vediamo un incrocio (quello tra Nettunense e Via del Mare Albano-Pomezia) che ci lascia abbastanza spiazzati per la sua enormità, quando le strade interessate sono due viuzze della classica carreggiata singola a una corsia per senso di marcia, ci si trova per cui fermi a semafori distanti una trentina di metri uno dall'altro, perdendo completamente il senso della tridimensionalità e della reale pericolosità di tale intersezione.
3) i cretini al volante.
Il primo riferimento andrebbe in automatico a chi fa zigzag nel traffico a 150 all'ora, ma volutamente preferisco anteporre il guidatore distratto, disinteressato, l'apatico stradale. Costui percorre quotidianamente le nostre strade senza la minima curanza alla situazione di traffico in cui si trova e col massimo disinteresse verso chi lo circonda. Esempio di facile richiamo sono quelli che marciano fissi in corsia centrale sul raccordo, anche se sulla destra non c'è nessuno per 15km, quelli che viaggiano sulle rotaie tipo trenino Lima perchè loro hanno un buon motivo per farlo (hanno l'auto grossa per cui non puoi osare di aspirare a farli scansare, hanno la famiglia con bimbi a bordo per cui la loro ipotetica sicurezza li rende immuni dalle altrui proteste, o hanno semplicemente il loro modo di guidare e non sarete mai voi a rieducarli in tal senso, etc. etc.). In questo senso rinnovo l'invito a tutti, di svegliarsi di tanto in tanto mentre si guida e verificare con i propri occhi, anche con l'uso dei retrovisori, se si sta facendo da tappo, e di conseguenza accelerare/rallentare/cambiare corsia per favorire ogni tanto anche gli altri, anche se non state commettendo alcuna infrazione.
Tornando all'esempio di primo riferimento, che abbiate fretta o no ("Sono in ritardo a lavoro" Cit.), evitate di percorrere il Raccordo come fosse una pista di GranTurismo, perchè probabilmente voi non rischiereste nulla se gli altri utenti fossero gestiti dall'intelligenza artificiale del computer, ma visto che l'esperienza parla chiaro, posso confermare che il pericolo viene soprattutto da manovre tanto imprudenti quanto incomprensibili degli apatici stradali (si, proprio quelli che vanno piano e rispettano il codice della strada per il 99% del tempo di guida). Quando il tipo da GranTurismo incontra questa situazione, cioè, in base all'affollamento delle nostre strade, almeno una volta ogni chilometro, possono verificarsi situazioni molto pericolose.

Vi lascio quindi al filmato (sperando che non venga rimosso dal sito di RaiNews24), o in alternativa ai commenti del presente articolo.

Buon viaggio!



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27 luglio 2009

 

Autovelox contro comuni vampiri

Notizie


Finalmente buone notizie dalle nuove normative in votazione alla camera.
A quanto pare c'è una proposta concreta per deviare gli introiti delle contravvenzioni da autovelox effettuate nei tratti di strada dai comuni di pertinenza. L'oggetto della normativa in lavorazione vieterebbe ai comuni di utilizzare il ricavato delle multe per autovelox ai soli fini di ingrassare le proprie casse comunali, deviandoli concretamente verso l'ente che si occupa, di fatto, delle strade su cui vengono effettuate le multe. Quanto previsto sancirebbe una volta per tutte lo stroncamento delle pessime abitudini di alcuni comuni di battere cassa in periodi di magra, attraverso autovelox installati da vigili senza troppi scrupoli. Datosi che la maggior parte delle contestazioni era riferita, nel concreto, ad accadimenti con in oggetto strade statali o strade provinciali, ovviamente più trafficate e più bersagliate in caso di bisogno, ciò andrebbe (speriamo) a vantaggio della manutenzione stradale stessa e della messa in sicurezza di alcuni tratti di viabilità quantomai improbabili.
Dalle nostre parti avrebbe effetti immediati sui comuni di Ladispoli, con i suoi meravigliosi autovelox fissi piazzati sull'Aurelia (SS1), di Fiumicino, con i suoi nuovi autovelox piazzati sul viale dell'aereoporto (SS296), di Formello e Monterosi con i loro autovelox mobili sulla Cassia Bis (SS2), e via dicendo...
Ovviamente dovremmo auspicarci che gli introiti di tali contravvenzioni, tolti dalle fauci bavose degli acculturati contadinotti locali, vengano poi spesi bene e non convogliati in campagne elettorali e altre opere senza senso, come già siamo abituati a vedere.
Coraggio, sembra ancora una buona notizia...

Link con riferimenti utili:

adoc.org

allaguida.it

Buon viaggio!



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19 aprile 2009

 

La musica della strada

No, non mi riferisco ai gitani, ai suonatori di chitarra, a Rugantino, alle cornamuse sotto Natale, ai banchetti notturni e meno che mai ai truzzi che anche a gennaio a -2°C tengono i vetri della macchina abbassati, per accompagnarci, volenti o nolenti, con i loro pezzi techno o con Tiziano Ferro sparati a 150db da impianti stereo che costano come un appartamento.
Il riferimento va invece a tutti gli autori, conosciuti e non, che in questi anni hanno trasportato in musica la voce del traffico di Roma, quella genuina, quella polemica, autocritica e a volte anche incazzata. Ogni volta che ascolto un brano che tratta del traffico romano, mi palpita il cuore, mi sento parte e mi immedesimo subito in mille situazioni di vita vissuta qua su questo sedile, o in sella, nei Km macinati quotidianamente tra buche, marciapiedi, semafori, vigili e ambulanze.
Volevo quindi proporre una raccolta di video a tema, simpatici, polemici o spensierati, che sicuramente tutti sentiremo un po' nostri.

Frankie Hi-NRG MC



Gnometto Band





Andrea Moraldi "PAP3RO"







Edit 14/07/2009 - Seguono proposte da parte degli utenti

Flaminio Maphia



Edit 06/12/2009 - Seguono ulteriori proposte da parte degli utenti

Radici Nel Cemento



Corrado Guzzanti



Qualcuno mi propone "Prophilax - Fateme Pià La Patente", un po' al limite come testo, ma sono daccordissimo sul contenuto.
L'ho trovata, la metto lo stesso.

Prophilax



...se ne avete altre da proporre le accodo volentieri (dopo rapida valutazione sul tema).

Buon viaggio!



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24 dicembre 2008

 

La Svizzera, la Svizzera, La Svizzera ...


Gli automobilisti svizzeri, perennemente invidiati per i più svariati motivi (le modifiche estreme legalizzabili in pochi istanti, le strade immacolate e la patente a vita), avranno tra non molto di che dover temere con terrore. Un articolo su Repubblica ci informa infatti che per marzo saranno introdotte norme ferree verso le infrazioni stradali più gravi e verrà ritoccato qua e là il codice stradale, vecchio di qualche anno.
Le principali novità saranno la possibilità che il veicolo, in caso di infrazioni gravi, venga confiscato e rottamato, l'obbligo di rinnovo decennale della patente e il divieto assoluto di segnalare postazioni autovelox, anche alle radio che pubblichino solamente le aree geografiche.
La prima di queste però ci lascia un po' perplessi, infatti dalle prime dichiarazioni non risulta chiaro se il veicolo in oggetto debba essere intestato al guidatore o sia indifferente, se guidatore e veicolo siano cittadini elvetici o anche stranieri, e infine che tipo di gravità di infrazione preveda questo tipo di "sanzione".
In Svizzera, da marzo 2009, tutti a noleggio!

Ricordo la fonte dell'articolo cui ci riferiamo:
Infrazione grave? In Svizzera ti distruggono l'automobile
sul sito de La Repubblica.

Buon viaggio, italiani!



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15 dicembre 2008

 

Il Tutto Città

Dissertazioni

Il periodo dell'anno è quello giusto, data la consegna degli elenchi agli utenti cittadini, così volevo scrivere due righe su questo fedele compagno della vita automobilistica urbana.

Il mio primo incontro è stato da bambino, nel 1990 credo, quando ho cominciato ad appassionarmi al quartiere dove vivevo. Ormai l'età era abbastanza avanzata da potersi svincolare dalla via sotto casa e dallo sguardo dei genitori, e cominciare a esplorare il resto dell'universo, supportato solo dal proprio primo e insostituibile mezzo di locomozione: le gambe.
Ecco che parecchie vie del quartiere cominciano a prendere una forma, un senso, e vengono marcate come nuovo territorio di caccia, a tutto questo però mancava una risorsa concreta: una mappa.
Roma, si sa, non è piccola, per cui si doveva tener conto di alcuni importanti punti di riferimento, come vie, ponti, parchi, bar, edicole, per cui avevo preso l'abitudine di segnare cose interessanti (per un tredicenne) che trovavo in giro, sulla pagina del mio quadrante di un logoro, ma dignitoso, Tutto Città classe '87, quelli con le mappe arancioni. Ricordo ancora benissimo la copertina in carta pesante, con la scritta "Tutto Città" fatta a casette e palazzi, zero pubblicità all'interno, la mappa dei mezzi pubblici per le zone centrali e la tabella dei quadranti in ogni angolo di pagina...
Con gli anni si è passati dalla bicicletta al motorino, ed ecco trasformato lo stesso compagno di viaggio, che oramai era ridotto ad un insieme di pagine tagliate con indirizzi scritti a penna, a proprio vademecum. Quando c'era bisogno di raggiungere una zona sconosciuta, voilà, si tagliava via per bene una pagina con due quadranti, e si partiva alla conquista dell'ignoto. Va detto che anche le singole pagine dei Tutto Città vecchi erano più pesanti della attuali, quindi più resistenti, alcune avevano percorso numerosi chilometri e cicli di pellegrinaggio, ma nonostante tutto reggevano bene anche alle intemperie e al Castrol che impregnava il sottosella del Fifty.
Da motorino a macchina e da una macchina all'altra, questo inseparabile compagno ci seguiva subendo metamorfosi e cambi generazionali.
Dalla prima "cavia" datata 1987, sono passato alle annate 1991, 1992, 1995, 1998, 2000, 2001, 2003, 2004, fino all'attuale 2007. Veniva negli anni scelta sempre la copia dell'anno passato, e solo in rari casi quella dell'anno attuale. Alcune hanno retto meno il peso degli anni, a causa di uso improprio o costituzione fragile (dal 2000 al 2005 la copertina era diventata della stessa carta delle pagine, causando una degenerazione più veloce rispetto ai precedenti), e il luogo di custodia finiva per essere il loro stesso sarcofago. Angusti portaoggetti Fiat tasche degli sportelli o tappetini dei sedili posteriori non erano proprio il massimo, ma andava bene anche così, finché l'automobile in uso non avesse avuto a disposizione delle comode tasche dietro ai sedili anteriori.
Il luogo principe dove procacciarselo è il proprio condominio, che proprio in questo periodo di permuta elenchi, ha pile di carta a ogni angolo. Il cacciatore discreto sottrae solamente copie passate, una sola per se, mentre il più temibile predatore degli androni va saccheggiando le nuove copie in distribuzione, fregandole al vicino di casa o al dirimpettaio, non preoccupandosi della potenziale figura barbina se dovesse essere visto e riconosciuto dallo spioncino.
...e anche per quest'anno il cambio generazionale è compiuto: ho rimediato una copia nuovissima del Tutto Città 2007 e finalmente posseggo una topografia di Vigne Nuove e di Fiumicino, alla faccia di Mezzaroma e tutti quei guru dell'edilizia che fanno crescere quartieri nuovi come foglie a primavera, non preoccupandosi minimamente della viabilità e dei trasporti.
Senza alcuna meraviglia, noto che anche su questo aggiornamento non è stato incluso il quadrante completo di Torraccia, ma solamente le nuove zone dove sono sorti i centri commerciali... sono soddisfatto lo stesso, e quelli di Torraccia comunque sono tutti cittadini di serie B.
Nella speranza che gli idioti TomTom-dotati non superino mai in numero gli estremisti del cartaceo, auguro lunga vita al Tutto Città.
con questo è tutto.

Buon Viaggio!



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26 novembre 2008

 

Addio ai montarozzi della cassia

Eventi

Finalmente, dopo anni di lavori e, incredibilmente, a soli 4 mesi dalla rottura del diaframma, sono lieto di annunciare che, il 27 novembre, aprirà la nuova galleria della Cassia in corsia esterna.
Questa nuova opera ingegneristica ci permetterà di passare una quindicina di metri più in basso rispetto alla precedente sede stradale delle famose due gallerie "a binocolo" sotto la via Cassia, ed evitare quindi il terribile tratto di sali-scendi, destra-sinistra presente causa lavori in quel tratto. Tutti gli utenti di quel quadrante sicuramente ricorderanno con terrore le code diurne e i pericoli notturni, con guardrail a filo fiancata e asfalto disconnesso, che ci accompagnavano per un chilometro di variante autostradale temporanea.

Cito il testo del sito Anas.
Appuntamento alle ore 10,30 presso via Barbarano Romano a Nord dello svincolo “Cassia” del GRA
L’Anas aprirà al transito veicolare la galleria “Cassia” della carreggiata esterna del G.R.A. di Roma giovedì 27 novembre 2008, alle ore 10,30. Alla cerimonia interverranno il Presidente dell’Anas Pietro Ciucci, l’Assessore alle Politiche della Viabilità e dei Lavori Pubblici della Provincia di Roma Marco Vincenti, l’Assessore ai Lavori Pubblici della Regione Lazio Bruno Astorre, il Sottosegretario di Stato alle Infrastrutture e Trasporti Giuseppe Maria Reina e il Sindaco di Roma Gianni Alemanno. L’intervento è inquadrato nel progetto complessivo di adeguamento a tre corsie del III Lotto - III Stralcio, lungo circa 1,4 km, del Quadrante Nord Ovest del Grande Raccordo Anulare di Roma. In particolare, sarà resa fruibile l’intera carreggiata esterna della galleria “Cassia”, lunga circa 700 metri, con una larghezza complessiva della sezione stradale di 18,40 metri rendendola, di fatto, la galleria ad una carreggiata più larga d’Italia. L’opera riveste particolare importanza ingegneristica, sia per le più ampie geometrie adottate, sia per l’impiego di innovative tecnologie esecutive volte alla salvaguardia ambientale del paesaggio e dei resti dell’importante ritrovamento archeologico di un’antica villa romana del III secolo d.C.
Alcuni dati tecnici per condire:

Lunghezza del Lotto aperto al traffico m 1.400

Sezione stradale in deroga al tipo I/b C.N.R./80

n 3 corsie di marcia di 3,75 m
m 11,25
n 1 corsia di emergenza
m 3,50
n 1 banchina laterale pavimentata
m 1,45
n 1 banchina laterale bitumata
m 0,70
n 1 banchina laterale per servizi
m 1,50
Totale larghezza della sezione stradale
m 18,40

E' disponibile per il download anche la brochure dell'evento.

Si ringrazia Anas SPA per la prontezza nell'informazione.

Buon viaggio!



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12 novembre 2008

 

Autolentox ?

Guide

La scorsa settimana (chiedo venia per il ritardo nella pubblicazione) il Messaggero ci ha nuovamente messo in guardia sulle scorribande della nostra simpatica polizia municipale.
Un lungo articolo, con immagini a corredo, attaccava questa volta la Polizia Municipale, rea in questo caso di eccesso di zelo, la quale multava gli automobilisti che percorrevano la via a velocità troppo bassa.




Cito l'articolo originale:

Roma e autovelox, multe sulla Colombo anche a chi va troppo piano
di DAVIDE DESARIO

Sulla Cristoforo Colombo multe per chi va troppo forte. Ma anche troppo piano. Sembra una gag di Maurizio Crozza nei panni di Walter Veltroni e, invece, è tutto vero. Da quest'estate, infatti, la pattuglia autovelox del Git (Gruppo intervento traffico) della polizia municipale della Capitale ha iniziato a multare non solo chi supera il limite di velocità ma pure chi lo rispetta. Nel primo caso c'è la prova indiscutibile della fotografia scattata dall'autovelox che registra l'immagine del veicolo e la velocità alla quale procedeva. Nel secondo caso, invece, si tratta solo di una rilevazione assolutamente empirica dei vigili. Chiunque, quindi, potrebbe essere sanzionato senza aver possibilità di difendersi.
I vigili del Git applicano l’articolo 141 comma 6 del codice della strada: «Manteneva una velocità ridotta tale da costituire intralcio e pericolo per la cicolazione». Un articolo che di solito non viene applicato agli automobilisti (se non in autostrada) ma ai conducenti di carretti o mezzi agricoli che in strade ad alto scorrimento e in orari di punta possono creare problemi. La sanzione applicata è di 35 euro ma con la notifica il cittadino arriva a pagarne 47. I primi verbali per "difetto di velocità" fatti a luglio sono stati notificati in questi giorni. Gli altri stanno arrivando: «E' vero adesso la pattuglia autovelox multa anche chi va troppo piano - ammette il comandante del Git, Raffaella Modafferi - perché quelli che conoscono l'esistenza della postazione autovelox rallentano talmente tanto che evitano anche a chi corre di prendere le multe e soprattutto rischiano di causare incidenti e tamponamenti».
La strada più pericolosa d'Italia. La Cristoforo Colombo è la strada che collega l'Eur con Ostia. E' lunga circa 30 chilometri. E' a due corsie per senso di marcia. Il limite di velocità è di 80 chilometri orari tranne nei pressi dei numerosi incroci a raso o di curve e innesti pericolosi dove il limite scende addirittura a 60. Nel 2007, stando agli ultimi dati disponibili, si sono verificati quasi 10.000 incidenti con 7 morti, 8 feriti gravi e 410 meno gravi.
L'autovelox.
L'autovelox mobile del Git è posizionato quasi sempre nello stesso punto e nelle stesse ore. La pattuglia dalle 23 in poi si ferma pochi metri dopo il quindicesimo chilometro in direzione Ostia. Si posiziona sulla piazzola dello svincolo per via di Mezzocamino, completamente nascosta dai cespugli. Il punto è alla fine di un rettilineo lungo due chilometri al termine del quale ci sono una serie di curve pericolose e buie. Per questo, subito dopo, il limite da 80 scende a 60. Riuscire a mantenere in discesa con la strada libera (perché di notte non c'è traffico) la velocità entro il limite degli 80 chilometri non è facile. E infatti da dietro il cespuglio l'autovelox flasha in continuazione. Ma quando non flasha, adesso, può capitare che la multa arrivi lo stesso.
Troppo piano. Da qualche mese la pattuglia autovelox sanziona anche chi rispetta i limiti. «Andare troppo piano non va bene - prova a giustificare il comandante Modafferi che fino alla domande de Il Messaggero ignorava la novità - Perché intralcia la circolazione e può anche creare pericolo per chi arriva dopo e si trova improvvisamente un veicolo davanti». Ma quale circolazione intralcia una macchina che va piano alle due di notte sulla Colombo che, per di più, è a due corsie? E quale pericolo crea un veicolo che va piano alla fine di un rettilineo di due chilometri dove quindi è perfettamente visibile? E se la velocità ridotta può creare pericolo perché non fermano subito il responsabile? Non è che si vuole multare a tutti i costi gli automobilisti? «Dopo l'autovelox mi dicono - spiega ancora la Modafferi - Ci sono delle curve buie e pericolose. Fermare un veicolo in quel punto sarebbe pericolosissimo per i vigili e anche per l'automobilista stesso perché si rischierebbe di essere travolti da chi arriva dopo». Ma allora a quale velocità si deve andare in quel punto per essere sicuri di non prendere la multa? Solo a 60? Se si va tra i 40 e i 50 si rischia la contravvenzione? A questa domanda il comandante del Git dei vigili risponde così: «Bisogna procedere né troppo forte, né troppo piano».

Sembrerebbe infatti che sulla via Cristoforo Colombo, in direzione Ostia prima dell'incrocio con via di Mezzocamino (fuori dal G.R.A.), sia spesso imboscata una pattuglia di vigili, munita del solito modello 104 o 105. Gli automobilisti locali conoscono molto bene l'ubicazione, e la pericolosità, di tale postazione, per cui si guardano bene dal passare in quel tratto di strada a velocità anche solamente vicine al limite consentito, ma siccome spesso e volentieri, soprattutto sulla Colombo, i limiti svariano tra almeno tre livelli differenti (70, 60 e 50Km/h, etc) è sempre bene tenersi un passo sotto al limite minimo conosciuto: 50Km/h. Succede quindi che nel tratto di strada in oggetto, tutte le auto, guidate da automobilisti prudenti, si trovano a passare a velocità molto bassa, con conseguente situazione di rischio per chi ignora la situazione.
I solerti agenti della Polizia Municipale, forse frustrati da serate poco produttive o dal fatto che anche i camionisti bulgari conoscessero quella postazione di autovelox, hanno dunque deciso di interpretare a loro modo la situazione.

La mia "prudenza" punita alle 2 di notte dai vigili
ROMA (28 ottobre) - Multato dalla pattuglia autovelox. Ma perché andavo troppo piano. Sì, avete letto bene: troppo piano su una delle strade più pericolose di Roma dove il limite massimo di velocità va tra 60 e 80 chilometri orari. Due vigili urbani di Roma, infatti, "armati" di macchinetta fotografica, non riuscendo ad immortalare la macchina ad alta velocità hanno voluto comunque fare una contravvenzione. Una storia incredibile che per caso è successa a me ma, considerata la fame di multe che da anni ha travolto i vigili della Capitale, potrebbe succedere ad ognuno di voi. Il "fattaccio" risale al 18 luglio del 2008. E' venerdì. All'1,30 di notte, dopo la chiusura del giornale, torno a casa al volante della Nissan Micra di mia moglie. Poco prima delle 2 imbocco la Cristoforo Colombo in direzione Ostia.

E lo faccio con la prudenza di chi ha lavorato fino a tardi, è alla guida di un'utilitaria e ha due figli piccoli. All'altezza del quindicesimo chilometro come accade quasi tutte le notti c’è una pattuglia dei vigili con l'autovelox: hanno parcheggiato la loro Toyota Rav4 sul marciapiede perfettamente nascosti dietro una siepe alla fine di un lungo rettilineo in discesa. In quel punto il limite di velocità è di 80 chilometri orari ma venti metri dopo, essendoci una curva pericolosa e l'innesto di via di Mezzocamino, il limite si abbassa a 60. Quindi bisogna necessariamente decellerare.

Come tutti gli habitué della Colombo conosco a perfezione la strada (una delle più pericolose d'Italia). Così sto attento a non superare i limiti. Eppure i vigili del Git mi multano lo stesso. Per quale ragione? Hanno applicato l'articolo 141 comma 6 del nuovo codice della strada che recita testualmente: «Manteneva una velocità ridotta tale da costituire intralcio e pericolo per la cicolazione». Quale fosse la mia velocità non è dato saperlo poiché gli autovelox sono tarati per scattare la fotografia solo in caso di superamento dei limiti. Il motivo della mancata immediata contestazione è ancor più bello: «Impossibilità di fermare il veicolo perché servizio autovelox postazione fissa».

Ho pagato "di corsa" la contravvenzione da 47 euro (36 per la sanzione più 11 di notifica). Già, la prudenza non paga. Il cittadino sì.
D.Des.

Ecco copia del verbale che si è vista recapitare a casa una nostra concittadina.











Alcuni trafiletti ci danno poi un'idea delle risposte ricevute dai giornalisti in merito alla questione.
IL COMANDANTE DEL GIT RAFFAELLA MODAFFERI
«Ormai in troppi conoscono l’autovelox e avvertono gli altri»

Il motivo della contravvenzione? «La velocità ridotta intralcia la circolazione ed è pericolosa»

Insomma tra una multa e un ricorso, i responsabili dell'amministrazione locale (il consigliere comunale del PD Alessandro Onorato e il suo collega Massimiliano Valeriani), non hanno pensato a di meglio da fare, che attaccare la giunta di Alemanno perchè multerebbe gli automobilisti prudenti invece che premiarli. Solito improduttivo scambio di accuse tra solite fazioni...

Il problema invece permane: se una strada come la Cristoforo Colombo, che ricordo è a due carreggiate distinte con doppia corsia di marcia più corsia di emergenza, viene reputata pericolosa per chi va troppo piano, allora bisogna trovare una soluzione.
Eliminiamo l'immissione di via di Mezzocamino?
Alziamo il limite orario, così la gente potrà finalmente circolare nei termini di legge?
Modifichiamo o sistemiamo la sede stradale in modo che quel limite non sia più giustificabile?
Se la velocità ridotta "intralcia la circolazione ed è pericolosa", perchè non vanno a farsi un giretto sul Raccordo in corsia centrale?
A nessuno le risposte...

Consiglio caldamente di visitare il link al sito del Messaggero, dove è presente una serie di commenti costruttivi e non da parte degli utenti:
http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=33636&sez=HOME_ROMA#

Concludo con un paio di foto (cortesia de Il Messaggero) con l'ubicazione della postazione e una foto della stessa, dalla quale si arguisce il perchè sia stata definita imboscata nel precedente discorso.


Buon Viaggio!



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13 ottobre 2008

 

Amore gira là

Scopiazzamenti

Aggiornamento con questo simpatico copy'n'paste dal numero di Ottobre di Barrio, rivista gratuita in distribuzione a Roma Nord.

EDITORIALE
del Direttore Michele Ruschioni

Amore gira là

Girà qua, vai di là, segui quella macchina lì, la strada giusta era quella di prima. Più meno questa è la conversazione tra un uomo e una donna quando sono in auto. Lui di solito guida, lei di solito si distrae mentre manda messaggi alle amiche o si guarda le unghie appena smaltate. Ad un certo punto esclama interdetta: l'uscita era quella! E lui che, masticando amaro, vede il bivio allontanarsi dallo specchietto retrovisore e già pensa a quanti chilometri in più dovrà percorrere. Buon senso vorrebbe che, mentre Lui guida, Lei gli dia una mano nell'indicare la strada. “Come q-u-a-l-e strada? Quella là.” Ovvio. Studiosi della semantica converranno: il vocabolario femminile è privo dei sostantivi “destra”, “sinistra”, “prima” e “dopo”. Nemmeno Freud riuscirebbe a decifrare un “gira là” urlato improvvisamente dalla donna di turno mentre attraversiamo piazza Ungheria. Guai poi a inveirle contro, potremmo urtare la sua sensibilità e sentirsi dire: “allora lì arrivaci da solo”. Che dichiarazione scontata: non che ci stesse dando una grossa mano. Se con le carte stradali le donne avessero la stessa dimestichezza che hanno con le carte di credito staremmo tranquilli. Perché ci irrita questa particolare incapacità delle donne? Semplice. Se fossero toponomasticamente più orientate noi maschietti non dovremmo abbassarci a chiedere a quell'anonimo passante la strada per arrivare in quel posto. L'uomo odia chiedere indicazioni, ancora di più se si tratta indicazioni geografiche. Se poi il ristorante\festa\locale da raggiungere è dentro i confini di Roma nord e noi non sappiamo arrivarci, abbassarsi a chiedere una indicazione sa di sconfitta socio geografica. Daremo senz'altro l'impressione di non essere della zona. Una vera e propria onta per chi è nato-vissuto-cresciuto tra la Camilluccia, l'Olgiata e viale Parioli.
Soluzioni: navigatore satellitare (scontata), utilizzo del taxi (costoso), la coppia si scoppia e va con due auto (consigliata). Così vediamo chi arriva prima lì.
Ricordo il sito ufficiale della rivista Barrio:
http://www.barrioroma.com/barrio/index.php

Buon viaggio!

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06 ottobre 2008

 

Le strade alternative al Raccordo (parte 1)

Guide

Capita spesso che mi metta a curiosare nei tag di ricerca con cui gli utenti raggiungono questo blog, e l'ultimo spunto me lo fornisce un anonimo utente dall'IP 79.32.217.216, che ha ricercato un modo per evitare il traffico in zona Roma Sud.
Purtroppo quella parte di Raccordo, in particolare la carreggiata esterna nel tratto Colombo-Appia è tristemente nota a tutti gli automobilisti romani per l'incredibile traffico che vi si concentra dalle prime luci dell'alba a notte già inoltrata.
Bisognerebbe per questo frustigare in pubblica piazza colui che ha concepito lo svincolo dell'Appia, ma ormai il danno è fatto, per cui veniamo ai rimedi.

Avendo una certa esperienza della tratta in questione, ed esattamente del percorso Fiumicino - Tuscolana, posso illustrarvi alcuni semplici trucchi per partire avvantaggiati.
Prendiamo in esame come punto di partenza lo svincolo del G.R.A. con l'autostrada Roma - Fiumicino, poichè rappresenta spesso l'inizio della lunga coda di auto che vi condurrà a destinazione.
Cominciamo subito col dire che, se la vostra mèta è da qualche parte in zona La Rustica, Tiburtina, Nomentana, o giù di lì, sicuramente vi conviene fare il giro inverso (antiorario), passando in carreggiata interna dal tratto dei lavori, che ormai sono quasi conclusi. Imboccate per cui senza il minimo dubbio la rampa con l'indicazione Cassia - Aurelia - Flaminia - [A1] Firenze e proseguite fino a destinazione.
Per chi invece vuole proprio farsi del male, ecco che comincia la grande traversata. Va precisato anche quì che il tragitto alternativo conviene solamente se dai bollettini radio avete notizie terrificanti (alle brutte penso siate già in larga parte abituati), tipo "crollo della volta del tunnel dell'Appia" o "Camion perde carico ad altezza Ardeatina" e via malaugurando.
Pronti, via, usciamo lentamente dalla Roma - Fiumicino e ci troviamo come di consueto sulla complanare di destra, che si immette sul Raccordo vero e proprio solo dopo lo svincolo di Parco de'Medici.
Qua potrebbe scattare la prima manovra che vi farà risparmiare 2 minuti: ci teniamo sulla destra superando buona parte della fila già presente e usciamo per Parco de'Medici, percorriamo una piccola rotatoria, e invece di imboccare il cavalcavia, ci reimmettiamo sul Raccordo svoltando a DX.
Da qua ci aspetta una lunga fila fino all'uscita dell'Ostiense. Se il traffico sembra scorrere bene lungo la salita che ci porta verso la Colombo, proseguiamo dritti, se invece per avanzare dovrebbe mettersi in moto l'asfalto, allora usciamo sulla via Ostiense, ma proseguiamo dritti per Mezzocamino, proseguiamo ancora dritti seguendo via di Mezzocamino, passiamo sotto la Colombo e dovremmo incontrare una curva a destra e poi un'incrocio, continuiamo ancora su via di Mezzocamino finchè non si incontra una rotatoria.

Noi proseguiremo comunque dritti (seguendo la rotatoria!) finchè non ci troveremo di fronte il viadotto della Pontina. Qua purtroppo siamo costretti a girare a destra, proseguendo verso Spinaceto, ma girando alla prima utile (intendesi non contromano) sulla sinistra, e poi nuovamente a sinistra, possiamo prendere la Pontina in direzione Roma. Proseguiamo dritti fino al Raccordo.


Qua abbiamo 2 possibilità: riprenderlo (mai!) oppure superarlo e girare alla prima uscita, che ci porta su Via dell'Acqua Acetosa Ostiense, che imboccheremo girando a destra dopo la rampa. Questo tratto di strada è solitamente abbastanza libero fatta eccezione per l'ultimo tratto, prima dell'incrocio con la Laurentina.

Superata l'immancabile fila al semaforo, proseguiamo dritti verso l'ipermercato, e giriamo a sinistra nel parcheggio, infondo a destra e seguiamo la strada, che ci conduce fino a via di Tor Pagnotta, dove giriamo a destra.








Proseguendo dritti saliamo fino a viale dell'Esercito e giriamo a destra, ancora su via di Tor Pagnotta, superiamo la rotatoria all'incrocio con via della Cecchignola (benedetto colui che l'ha ideata!!!) e andiamo ancora dritti fino ad immetterci sulla via Ardeatina.








Qua giriamo dopo neanche 100 metri alla prima a sinistra, via di Torricola, dove c'è un piccolo ponte e una salita a curve tra i pini. Anche qua proseguiamo sempre dritti fino a che, dopo un muro che costeggia la ferrovia, ci troviamo all'incrocio con l'Appia Antica. Attenzione che c'è lo stop e la precedenza ce l'ha l'Appia Antica. Proseguiamo dritti su via di Casal Rotondo ma senza accelerazioni brusche perchè potrebbe di già presentarsi la coda per il semaforo dell'Appia Nuova (altezza Capannelle).
Superato quest'ultimo ostacolo proseguiamo dritti per via delle Capannelle, passiamo sotto a un piccolo ponte ferroviario, e poi per circa un km, fino a quando ci si pone davanti un incrocio con 2 possibilità: girare a destra su via Lucrezia Romana (per chi va verso G.R.A. Tuscolana/Anagnina) oppure proseguire dritti (per chi va verso Tuscolana/Cinecittà).
La seconda soluzione è abbastanza semplice, per quanto riguarda la prima invece, stanno eseguendo dei lavori in zona, ad ogni modo se non dovessero stravolgere la viabilità, la via d'uscita è la seguente: percorrere per 500 metri via Lucrezia Romana e girare a sinistra su via Mario Broglio.

In fondo a via Mario Broglio abbiamo quindi ulteriori 2 scelte: girare a destra se si vuole raggiungere la complanare del tratto dei "lampadari", in direzione Ciampino, oppure girare a sinistra, seguire la curva a destra e proseguire dritti fino all'immissione sulla via Tuscolana, proprio un centinaio di metri prima dello svincolo col Raccordo.

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L'incrocio cieco.

Seppure con rammarico (non è mia intenzione parlarne nel blog), mi trovo nuovamente a commentare le notizie dei nostri giornali locali, in cui spiccano non tanto gli articoli stessi ma le situazioni incredibili che determinano i più brutti fatti di cronaca.
Veniamo alla prima situazione, direttamente dal Messaggero di domenica scorsa, 28 settembre 2008:

Incidente in via dei Monti Tiburtini. Perdono la vita due ragazze.

A causare il gravissimo incidente in via dei Monti Tiburtini sarebbe stato «il mancato rispetto dello stop da parte della Volvo, che si stava immettendo nella strada principale». È quanto sostengono i vigili urbani del V gruppo, dopo gli accertamenti eseguiti ieri sul luogo del tragico scontro. Secondo i primi rilievi, l’automobilista non avrebbe rispettato uno stop immettendosi da uno svincolo sulla strada principale, dove viaggiava la Fiat 500 con a bordo le due donne morte nello scontro.
Secondo la riscostruzione della polizia municipale, la Volvo avrebbe urtato con la parte anteriore sinistra la parte destra dell’utilitaria. La conducente della Fiat, per tentare di evitare l’impatto, avrebbe occupato parte della carreggiata opposta, dove in quel momento arrivava il pullman turistico. L’autista dell’autobus ha quindi tentato di sterzare, sostengono i vigili urbani, «ma ha preso lo stesso in pieno la Fiat, facendola indietreggiare di qualche metro e facendola finire contro una Renault Espace che stava dietro l’auto delle due ragazze». Dopo l’impatto, il pullman è finito nella scarpata.
Se sulle cause dell’incidente la polizia municipale sembra essere giunta a una ricostruzione attendibile, resta però il tema dei rischi collegati al nuovo sistema di viabilità inaugurato con l’avvio dei cantieri del nuovo tracciato della tangenziale est, un’opera che le Ferrovie dello Stato stanno realizzando nell’ambito dei lavori per la nuova stazione Tiburtina. «Il percorso provvisorio presenta diversi rischi, anche perché la segnaletica orizzontale è insufficiente», dicono in ambienti vicini al V gruppo. Tra i punti di debolezza ci sarebbe proprio l’intersezione dove è avvenuto l’incidente di ieri mattina. Lì chi si immette sulla strada principale, spiegano i caschi bianchi, è costretto a svoltare “a gomito”, con possibilità di manovra ridotte. E per autovetture di grandi dimensioni, come la Volvo, i rischi sono moltiplicati.
Fa.Ro.
Guardiamo ora le immagini del servizio:



Aggiungo anche qualche commento "fuori campo" incluso nell'articolo originale:

Carreggiata ristretta
I lavori per la realizzazione della nuova tangenziale est e della stazione Tiburtina hanno ridotto la larghezza della strada

«Quella traversa cieca è una trappola: si tratta di una tragedia annunciata»
Denuncia dei residenti. E il Comune chiude lo svincolo

«La Volvo non ha rispettato lo stop. Ma quel punto è molto pericoloso»

I vigili intervenuti sul posto: «Fatte diverse segnalazioni»
Mi sorge spontanea e repentina una domanda: ma chi è il pazzo che ha concepito una situazione del genere???
Guardiamo bene le fotografie, da sinistra verso destra.
Prima foto, anche un ipovedente si renderebbe conto che, venendo dalla direzione in cui si trova l'osservatore (cioè dalla Tangenziale Est), non si vede assolutamente nulla, neanche l'immissione sulla destra!
Seconda foto, anche qua stessa prospettiva per chi di lì si immette su via dei Monti Tiburtini: un muro di cemento.
Dalla prima e dalla terza foto si capisce chiaramente che chi ha concepito i jersey di cemento a restringimento della carreggiata, non si è minimamente posto il problema di quella immissione cieca, che anche se non fosse stata tale avrebbe comunque causato notevoli problemi in fase di immissione, per cui il tratto ristretto, pur se in curva e molto pericoloso, è stato lasciato ad una sola corsia, mentre il tratto inverso è stato inutilmente mantenuto a 2 corsie, nonostante la visione della strada per chi viene in discesa è molto più chiara.
Capisco le ragioni del traffico, per cui si è teso a favorire quello proveniente dalla Tiburtina, molto più consistente, ma il risultato eccolo qua.
Dalla foto aerea si deduce che si sarebbe potuto comodamente mantenere la seconda corsia per chi proviene dalla Tangenziale Est, e restringere la corsia opposta a una singola corsia, quantomeno fino all'immissione sulla destra prima di Ponte Lanciani. Proprio a volere una cosa fatta bene, si sarebbe anche potuto allargare di circa una corsia tutta la zona dei lavori che precede l'immissione cieca (e magari rimuovere quel muro di jersey perpendicolare al senso di marcia, posto all'inizio dei lavori) e solo poi riavere entrambe le corsie per chi va verso la Tiburtina, in modo da facilitare l'immissione senza dare la precedenza. Si sarebbe trattato in ogni caso di verniciare diversamente la segnaletica orizzontale. Difficile?

Potremmo come sempre chiamarla "fatalità", ma complimenti di cuore a chi si preoccupa della nostra salute in strada. Come mai certe poltrone al Comune non si liberano mai?

Buon viaggio!

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20 settembre 2008

 

Le autostrade gratuite

Di solito non prendo spunti dal blog di Beppe Grillo, nè tantomeno mi piace introdurre temi politici (sempre immancabili negli articoli del blog di Beppe). Purtroppo i discorsi intrapresi in quella sede sembrano essere sempre giusti, ma lontani da una possibile soluzione. Purtroppo principalmente perchè siamo tutti abituati a lamentarci senza effettivamente proporre possibili soluzioni al problema, anzi, delegandole a quella stessa entità che sembra ignorarle; il discorso si chiude quindi su se stesso lasciando noi ai nostri piagnistei e le istituzioni alla loro felice ignoranza.
L'ultima denuncia proveniente dal blog di Beppe è però abbastanza interessante, anche se lontana da apparenti soluzioni: "I signori delle autostrade".

Noi, i nostri padri, i nostri nonni abbiamo pagato le autostrade. Il loro costo è stato ammortizzato da anni. In Inghilterra e in Germania sono gratuite. In quei Paesi, i cittadini, in modo legittimo, le usano senza pagare due volte. Le hanno già finanziate, sono roba loro. In Italia le autostrade sono state regalate ai concessionari come Benetton che guadagnano miliardi di euro senza nessun rischio nè investimenti di capitale. I miliardi dei pedaggi vengono poi investiti in ogni tipo di business e per finanziare i partiti.
Le autostrade devono diventare gratuite. Non abbiamo pagato per decenni le tasse per arricchire Benetton e soci. Per le nuove autostrade il discorso è diverso, chi vuole la concessione ci metta i suoi soldi. Per le autostrade già esistenti dobbiamo dire basta al pizzo dei concessionari. Nei prossimi giorni lancerò una campagna di disobbedienza civile, sarò io il testimonial.
Prima di ascoltare l'intervista al professore Giorgio Ragazzi, autore del libro: "I signori delle autostrade", vi faccio una raccomandazione. Prendete una camomilla doppia e non indossate nessun maglione della Benetton. Potreste mangiarlo.
(...)
Deduco quindi che per le fantomatiche soluzioni ai problemi, dovremo leggere il libro di Giorgio Ragazzi.
I milioni di euro investiti in finanziamenti ai partiti che, nel caso di una utopica soluzione a nostro favore, verrebbero a mancare, saranno per cui presi da altre fonti, sempre a nostro totale discapito. Nulla si crea e nulla si distrugge è una legge valida anche per il denaro.

Credo che come in tutti i casi la soluzione esista, e sia nel mezzo.
La soluzione svizzera ad esempio: un bollino annuale obbligatorio per tutti gli automobilisti che intendano utilizzare le autostrade, niente caselli e ognuno per i fatti suoi.
In un paese che ha già da lungi tempo preso la strada del taglio del personale, dove i caselli con pedaggio a pagamento automatico superano in numero quelli dove troviamo un essere umano dietro al vetro, sarebbe una soluzione ideale, visto anche il costo e l'ingombro di tali infrastrutture. Poche vittime sacrificali (i casellanti...) ma meno spese di gestione, la possibilità di fare inversione di marcia dove cavolo ci pare (effettuando manovre da codice, si intende...), e soprattutto niente più file sotto la canicola estiva, con l'omino dall'accento campano che viene a vendervi l'acqua e altri carissimi generi di prima necessità. Una rete autostradale ad immagine del nostro caro Grande Raccordo Anulare, quindi, per il quale fu anche proposta (e abbandonata) l'ipotesi di un bollino.
L'unica differenza è che noi siamo Italiani e non Svizzeri, per cui una politica economica corretta sarà disfatta da una totale inadeguatezza da parte degli utenti nostrani, che non hanno una coscienza sociale nè tantomeno un indottrinamento civile; ne consegue che solo il 20/30% di essi pagherà il bollino autostradale pur usufruendo quotidianamente del servizio, e nessuno tra le istutizioni controllerà che questo unico onere venga assolto: un fallimento totale. Per completare il tipico quadretto italiano, la cosa verrà affidata ad enti privati, e solo quando la situazione sarà rovinosa lo Stato ne prenderà atto rimettendoci di nostre tasche...
Che dire? Pessimismo e fastidio.

Vi ricordo il link all'articolo sul blog di Beppe Grillo: I signori delle autostrade.

Buon viaggio!

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19 settembre 2008

 

In mano a chi siamo?

Dissertazioni

Una domanda che più o meno tutti, in ogni ambito sociale, si sono posti almeno una volta nella vita: in mano a chi siamo.
Sorvoliamo (mi si conceda la licenza ironica) sull'imminente fallimento di Alitalia, abbassiamo lo sguardo e arranchiamo davanti agli evidenti problemi di ripresa economica, mettiamoci uno scafandro nel mezzo dei più evidenti fenomeni di maleducazione e degrado sociale, ma, porca miseria, possiamo domandarci se in questo Paese esiste qualcuno che ha la testa per occupare la posizione in cui si trova?
Ovviamente gli episodi che inducono tali domande sono numerosi nell'arco della vita, ma ogni volta dobbiamo cedere all'incredulità e chinare la nostra faccia nei palmi delle mani, sperando che almeno questa volta non sgorghino lacrime amare.
Il Messaggero di stamani, nell'anonima pagina 45, cronaca di Roma, riportava il fatto.
Venerdì 19 Settembre 2008
Rimossa auto che intralcia i lavori
E’ dell’assessore del IV municipio

Un’auto che intralcia i lavori di rifacimento di via Monte Rocchetta a Monte Sacro. I vigili che intervengono prontamente e la rimuovono. Ordinaria amministrazione in una città come Roma. Peccato che la macchina era dell’assessore ai Lavori Pubblici del IV Municipio, Fabrizio Bevilacqua. Alemeno stando alla denuncia dei capigruppo delle forze di opposizione del Pd, Sd, IdV, Verdi. «Sembrava di vedere un film di Totò ed invece era l'ennesima scena di ordinaria follia in IV Municipio».
«È incredibile che l'assessore ai lavori pubblici non sapesse che proprio davanti agli uffici del IV Municipio, in via Monte Rocchetta, questa mattina erano previsti i lavori per il rifacimento della strada - prosegue Federica Rampini, consigliere del Pd - Lavori peraltro segnalati correttamente dai vigili urbani con la segnaletica sia orizzontale che verticale». Per il presidente del municipio Cristiano Bonelli «l’assessore ha sbagliato e infatti ha pagato come un qualsiasi cittadino. Mi sembra però eccessivo che ad occuparsene siano addirittura tutti i gruppi dell’opposizione».
D.Des.
Dimenticandoci molto presto dell'inutile, ma onnipresente, risvolto politico, andiamo ad analizzare il fatto. Il signor Fabrizio Bevilacqua, nientepopodimeno che l'assessore ai lavori pubblici del IV municipio, aveva ben pensato di parcheggiare la proria vettura, nel suo municipio, di fronte agli uffici, di fronte ai cartelli apposti per l'occasione (le solite striscie plastiche bianco-rosse, con attaccati fogli A4 stampati e tibrati dal Comune di Roma, attaccate alla segnaletica verticale e poste longitudinalmente al marciapiede), proprio nel giorno in cui lui, o chi per lui, aveva decretato l'inizio dei lavori per il rifacimento del manto stradale.
Le possibili domande spontanee sono le seguenti:
1) se ne sarà dimenticato, non avrà letto i cartelli, nessuno gli ha rivolto la parola, nessuno lo ha visto compiere quell'azione, quindi avrà parcheggiato tranquillo?
2) avrà parcheggiato conscio dell'imminente opera, e si sarà dimenticato di toglierla?
3) avrà parcheggiato con atteggiamento strafottente, tanto lui era il signor assesore?
Ignari dell'effettivo svolgersi delle cose, rimaniamo qua col nostro italianissimo dubbio, che contrappone la solita prepotenza dei rappresentanti delle amministrazioni ai presupposti per una possibile infermità mentale del soggetto. Non vogliamo chiarimenti e stiamo benissimo così, speriamo solo che questa persona prenda coscenza del proprio ruolo all'interno dell'amministrazione, e si tiri su le maniche cercando di produrre qualcosa di significativo, senza necessariamente accusare la precedente gestione in caso di problemi sormontabili-ma-onerosi.

NB - Con la presente lettura non si vuol offendere nessuno ma solo trarre spunto per considerazioni innocenti (ho letto anche in virgolettato quanto detto da Cristiano Bonelli, ma mi pareva il minimo che la situazione si fosse risolta in quel modo, anche se sono stati omessi parecchi particolari...). L'opinione del cittadino va ad ogni modo rispettata, ma non ignorata, e presa anch'essa come spunto.

Buon Viaggio!

05 settembre 2008

 

Selezione naturale

Dissertazioni

Avevo deciso di non includere quasi mai trafiletti di giornali da baretto metropolitano, ma quanto letto di recente mi fa pensare a tutte le situazioni di vita dove l'istinto guida il corpo e le conseguenze non sono sempre prevedibili.
Come nel calcio, quando dalla mischia in area si leva un tiro che si infrange sulla traversa e rimbalza indietro, tutti i giocatori presenti invece di intervenire rimangono cinematograficamente attoniti a braccia larghe (i difensori) o chini con le mani sul viso (gli attaccanti), mentre potrebbero benissimo calciare il pallone lontano o ribadire la conclusione in porta, così nella quotidianità alcune altre azioni sono guidate da irrefrenabili stimoli interni, che intervengono modificando la nostra cognizione di ciò che ci circonda realmente.
Da qui il concetto di selezione naturale: sopravvive il più forte, il più razionale, il più veloce o, più semplicemente, il più fortunato.
L'esempio ce lo porta questo baldo giovane romano, che in sella al suo scooter riesce a perdere il controllo del mezzo e a schiantarsi miseramente, trascinato dal triste destino della sua stessa superstizione...
(Da Leggo del 03/09/2008, edizione di Roma)


...da cosa ho capito che il centauro è uno scooterista?
Semplice: per grattarsi gli zibidei la mano rituale è la sinistra, sugli scooter (a differenza delle moto) il freno anteriore, cioè quello che garantisce miglior frenata, ha la leva di comando sulla sinistra del manubrio, e ogni scooterista che voglia staccare una mano dal manubrio non si sognerebbe mai comunque di mollare il gas, posto a destra.
Ne consegue che il malcapitato si è trovato a dover fronteggiare con una sola mano, la destra, la situazione di estremo pericolo, per cui probabilmente lo scooter si sarà immediatamente messo di traverso con la ruota posteriore bloccata, ed ecco l'impatto sul lato destro con tutte le tristi conseguenze.
Vorrei concludere con 2 appunti.
Il primo riguarda le code impreviste. In una città trafficata come la nostra, costellata di ingorghi, semafori e incidenti, trovare una coda che inizia proprio dietro l'angolo è all'ordine del giorno. Desistete quindi dal dare inutilmente il gas se siete in luoghi, anche conosciuti, con punti della strada ciechi. Anche sul raccordo, dove le code non sono mai impreviste, succede che talvolta, negli orari notturni in special modo, qualcosa fili storto, per cui in corrispondenza di scollinamenti o svincoli, con la media di 2 auto in transito per Km, si passa direttamente e imprevedibilmente ad una coda a 3 corsie, una sorta di muro del pianto. Esperienza personale quella di una notte tranquillissima in cui avevo accumulato un po' di sonnolenza, per cui procedevo sui 120Km/h in corsia centrale della carreggiata esterna, badando solo che non creassi intralcio ad altri. Arrivato alla fine del tunnel dell'Appia, che quella sera in particolare sembrava uno di quei giochi arcade per Playstation in cui ci sei solo te e 2 o 3 macchine statiche gestite dal computer, mi sono trovato con una coda che iniziava in corsia sinistra, un tir che rallentava in corsia destra, un Mercedes station wagon che inchiodava davanti e io, intorbidito dal senso di sonnolenza, perdevo l'attimo buono per frenare andando ad impattare (piano per fortuna) sul paraurti della Mercedes. Danni evidenti: paraurti mio una bella crepa in mezzo, con triangolino di plastica saltato via chissà dove, che lasciava una nuova presa d'aria asimmetrica per il radiatore, la Mercedes invece neanche un micro-graffio... Causa della coda: la solertissima polizia stradale aveva deciso di chiudere tutte le carreggiate per procedere a rilevamento di incidente occorso all'ingresso dell'Appia, proprio quella sera, proprio in quel momento (avevo davanti in coda solo 2 macchine), proprio quando avevo un po' di sonno e proprio dietro a quello stramaledetto terrapieno cementato in curva, che non ti fa vedere nulla oltre i 30 metri. Esperienza personale a buon rendere.
Secondo appunto, riferito a tutti quei giornalisti che giocano col loro vocabolario di termini sensazionalistici: gli scooteristi sono solo dei volgari utenti della strada, i veri centauri sono altri.

Buon viaggio!

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01 settembre 2008

 

Attenti al telelaser sul raccordo...

Guide

Neanche il tempo di tornare dalle ferie e preparare qualche articolo interessante, tra camion assassini e droga test vari, che l'attenzione mi cade su un trafiletto inserito da un utente del sito della Colonna Romana Motociclisti, il quale mette in all'erta sull'uso di questo imprevedibile aggeggio telemetrico da parte della nostra polizia stradale.
Attenzione a tutti i romani, c'è una pattuglia che si apposta sulla corsia laterale (complanare) del Raccordo Anulare tra le uscite Magliana e Pisana dove il limite di velocità è 70.
Si piazzano sotto un ponte con il Laser e sparano direttamente alla curva prima (circa 300 metri) dopo una discesa. E' presente e ben visibile la segnalazione della presenza di "controllo elettronico della velocità", ma si vede solo a 150m dalla pattuglia, quindi troppo tardi.
Io mi sono salvato solo perché quando sono passato il poliziotto armeggiava con un PC appoggiato sul cofano e probabilmente lo stavano montando!!
Quindi fate attenzione e passate sulla centrale che è molto più sicura
Confermo intanto la presenza del cartello e la pericolosità (per le nostre patenti) della questione.
Il luogo esatto si trova sulla corsia complanare del raccordo, carreggiata interna, nel tratto che segue le intersezioni con Roma-Fiumicino e Magliana e porta fino alla Pisana, passando dietro l'area di servizio Agip Pisana Interna. Dopo il bivio per la nuova Fiera di Roma e centro direzionale Alitalia, c'è una specie di S lunga sinistra destra seguita da una discesa, la quale riporta il livello stradale a quello del raccordo, che immette in un rettilineo di 2,5Km. Probabilmente il ponte dove si appostano è quello della via Portuense, distante dalla fine della discesa circa 700 metri. Uscite dalla S col piede felpato, e se non vedete nessuno casomai accelerate. Su quel tratto rettilineo solitamente la mia velocità normale è di 120Km/h, ben 50 oltre il limite!!!
Ringraziamo calorosamente per l'attenta segnalazione.

Buon viaggio!

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28 luglio 2008

 

Segnalazione buche

Guide

Ecco come fare per segnalare una buca pericolosa al Comune di Roma.

s.o.s. bucheVia TELEFONO
Numero verde: 800 933 303

Via FAX
06 32 87 6229

Via WEB (dal sito Viabile.it)
>> Clikka qui per compilare il form <<

Vorrei anche ricordare che a inizio mese (parliamo sempre di luglio) il Sindaco Alemanno, assistito dall'assessore ai lavori pubblici Fabrizio Ghera, aveva preannunciato un piano straordinario di manutenzione stradale con inizio al 15 luglio e fondi a disposizione per 30 milioni di euro, seguiti a breve da altri 25 milioni entro fine anno e ulteriori 80 milioni per il 2009, per circa 200 strade dal centro alla periferia (vedi notizia relativa del TG RomaUno).

Nel frattempo è stato bloccato l'appalto precedente, concesso alla società Romeo Gestioni s.p.a.. Cito la notizia sempre dal sito di RomaUno.tv.

Il maxi appalto di manutenzione delle strade verrà bloccato
23/07/2008 ore 17:08
CRONACA

Il maxiappalto per la manutenzione delle strade di Roma, affidato dal Comune alla Romeo, verrà bloccato. Pasquale De Luca, membro della Commissione lavori pubblici del Comune ha detto che “è necessario rescindere il contratto perché le strade della città, dopo tredici mesi dall’assegnazione dei lavori, sono dissestate e piene di buche a causa delle inadempienze contrattuali”.
(Redazione di Romauno)
Viene ora giustamente da chiedersi quanto sia valida una segnalazione tramite i servizi citati, visto che i recapiti paiono appartenere proprio alla società Romeo Gestioni s.p.a., il cui contratto è praticamente appeso a un filo.
Le cose sono due: o in quella società si daranno da fare per evitare che la gestione dell'appalto venga realmente passata a qualcunaltro, per cui segnalando ora una buca, avremo la quasi certezza che venga rattoppata celermente, oppure se ne laveranno le mani "all'italiana" tanto ormai non c'è più nulla da fare, per cui inutile starsi a sbattere per inviare fax e segnalazioni varie. Che dire: speriamo bene...

Vorrei infine ringraziare, a nome di tutti gli automobilisti capitolini, per il lavoro (a quanto pare pessimo) svolto, la società sopra citata, sperando che le prossime società incaricate, semmai ce ne saranno, non vogliano anch'esse macchiarsi a nostre spese di "inadempienze contrattuali".

Buon viaggio!

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